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Reynor: “essere con Zaytsev e Dovizioso”, che sorpresa !

DiHouseOfGamers

Ott 6, 2020
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Leggenda. È ormai questo il termine con cui più si identifica Riccardo “Reynor” Romiti, nonostante la sua giovane età. Partito da Greve in Chianti, il diciottenne è arrivato sul tetto del mondo grazie agli eSports. Giocando a Starcraft 2 ha vinto quasi 300.000 dollari in una carriera ancora tutta da scrivere, vista la sua giovane età. Ma oltre ai soldi ci sono altre soddisfazioni e ad oggi Reynor è l’unico atleta Red Bull italiano ad essere stato scelto per la sua abilità nei videogame, ha appena vinto il DreamHack Masters della sua specialità ed è anche il primo “player of the year” per IIDEA, premio assegnatogli durante gli Italian Esports Award.

Reynor, tutti gli osservatori erano sicuri che una volta compiuti i tuoi 16 anni, età valevole per partecipare ai tornei Blizzard, saresti riuscito ad affermarti tra i migliori player mondiali. Probabilmente nessuno però si aspettava una serie di successi così costante. Ti aspettavi risultati simili?

No, sinceramente no. Diciamo che non mi aspettavo nemmeno di avere la metà del successo che ho e ancora faccio fatica a realizzare in quanto poco tempo mi sia capitato tutto questo.

Riccardo Romiti è il primo videogiocatore ad ottenere lo status di atleta Red Bull in Italia.

In due anni hai vinto: WCS Winter Europe del 2019, WCG Summer, DH SC Masters 2020 Summer per l’Europa, Douyu Cup, DH SC2 Masters Fall per l’Europa e le finali del DH SC2 Masters 2020, senza contare la pletora di tornei minori. Come ci sei riuscito? Qual è il tuo segreto?

Sono convinto che a questi livelli la chiave per avere risultati sia la costanza ed “esserci” con la testa. Specialmente nell’ultimo periodo, mi sono allenato un sacco e il mio pensiero principale è stato Starcraft per tutta la durata dell’ultimo torneo che sono poi riuscito a vincere.

La rivalità con Serral è ormai diventata epica e ha toccato punte di spettacolarità incredibili. Durante l’ultimo torneo il finlandese, campione del mondo nel 2018, ha abbandonato il campo per la rabbia dopo aver perso contro di te. Com’è il vostro rapporto? Siete nemici-amici o solo nemici?

Serral lo considero ormai il mio amico-nemico numero uno perché abbiamo un ottimo rapporto e credo ci sia un rispetto reciproco. Ovviamente quando ci troviamo sul server durante un torneo l’atmosfera cambia e si crea un’aria di sfida che in ogni caso cessa sempre una volta conclusa la gara.

Recentemente l’italiano ha vinto le finali del DreamHack Masters facendo arrabbiare moltissimo il finlandese Serral, suo rivale storico.

Alla finale mondiale del 2019 sei arrivato secondo, dietro al coreano Dark: qualche rimpianto su quella partita e quella giornata? Ormai nel tuo palmares manca solo quel trofeo,il più importante: dici che il 2020 potrebbe essere l’anno giusto?

Personalmente tutte le volte che non vinco mi lascio dietro dei rimpianti; in questo caso il secondo posto è stato un risultato non da poco però io punto sempre alla vittoria. Ho sicuramente qualcosa da recriminare, come essere arrivato troppo stanco alla finale anche se non è una cosa che sia possibile controllare. Riguardo alle partite in sé, avrei si preferito giocare diversamente contro Dark ma, come ho detto prima, sono arrivato in finale troppo stanco e credo che il risultato non sarebbe cambiato.

Giochi con gli Zerg, la razza di Starcraft che spesso viene additata come troppo potente. Cosa pensi del bilanciamento del gioco a oggi? Sei stato in qualche modo avvantaggiato dalla scelta di specializzarti in questa razza?

Il bilanciamento in questo momento lo trovo abbastanza adeguato, e la differenza nella potenza tra le tre razze varia da mappa a mappa. Comunque, quando iniziai la mia carriera i bilanciamenti erano profondamente diversi: le razze le provai tutte e solo alla fine optai per gli Zerg. Ma per gusto personale, non perché fossero più forti.

Da poco sei entrato nel team Qlash e insieme avete vinto miglior player e miglior team degli Italian Esports Award: come ti trovi in questa nuova casa?

I Qlash sono fantastici e li considero veramente la mia seconda casa, purtroppo a causa del Covid-19 e della quarantena non ho potuto incontrarli quante volte avrei voluto. Sono comunque rimasto in contatto online e il team mi supporta al 100% ed era proprio quello di cui avevo bisogno.

Reynor ha firmato per un team italiano, i Qlash: entrambi hanno vinto le rispettive categoria agli Italian Esports Awards.

Ci faresti un bilancio della sua esperienza all’estero con il team francese GamersOrigin?

Con i GamersOrigin mi sono trovato molto bene ed ho viaggiato molto, è stata un’esperienza formativa sia come player che come persona.

Nel 2019 c’è stato anche l’arrivo di Red Bull e l’inserimento del tuo nome nella scuderia degli atleti della popolare bibita energetica. Com’è nata questa collaborazione e come ti senti ad essere l’unico giocatre di videogame in questa lista di atleti (dove per esempio ci sono Zaytsev e Dovizioso)?

L’arrivo del brand Red Bull è stato inaspettato ma ben gradito, non mi sarei mai immaginato che un titano di questo livello sarebbe venuto a cercare proprio me. Quando sono stato contattato ovviamente ero super entusiasta e ho accettato subito la collaborazione. La Red Bull mi ha accolto al 100% e non potrei chiedere di più.

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